Sull’immigrazione la Regione Lombardia ha dato il peggio di sé, nessuna regia, nessun aiuto ai Comuni. Anzi: quelli che si sono fatti carico dell’accoglienza sono stati lasciati completamente soli o addirittura ostacolati.

La politica della destra del resto è chiara: più caos, più affanno, più apprensione c’è, meglio è. Per questo si strilla all’invasione, anche adesso che i flussi sono drasticamente calati. Per questo la Regione non muove un dito, secondo la logica del tanto peggio tanto meglio.

Io invece sostengo che fin dalla richiesta di asilo, fin dalla prima accoglienza, vadano sviluppate politiche formative, che vogliono dire anzitutto togliere i migranti dalle strade, a fare niente, e metterli ad imparare l’italiano ma anche la convivenza, l’educazione civica; sempre dalla prima accoglienza i migranti vanno formati al lavoro, vanno fatti lavorare.

Io dico che devono stare 20 ore a settimana scuola e 20 ore in laboratorio e al lavoro. E questo dappertutto, non solo nei comuni virtuosi.

Dobbiamo prosciugare lo stagno dell’illegalità in cui oggi finiscono migliaia di immigrati, consegnati al lavoro nero e alla criminalità organizzata, perché è da lì che nascono la paura e il rifiuto degli stranieri. Sperimentiamo percorsi di integrazione per chi rispetta le regole e ha voglia di lavorare, e per tutti gli altri esigiamo che si facciano i rimpatri assistiti. Perché formazione + lavoro + legalità = sicurezza. Queste le nostre politiche per il governo dell’immigrazione.

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