Per senso di responsabilità dall’inizio di marzo abbiamo evitato di alimentare dibattiti sulle scelte dell’Amministrazione Imeri. La particolare situazione di emergenza, il numero dei morti, la fatica della gente ci hanno suggerito di evitare distrazioni avanzando invece alcune proposte.

Ora, mentre rimangono le preoccupazioni sanitarie, il Paese e la nostra città provano a ripartire ma non possiamo nasconderci che le conseguenze economiche nella vita delle famiglie si manifesteranno ancora duramente nei prossimi mesi. Servirà maggiore solidarietà e serviranno tante risorse economiche per accompagnare i più esposti.

Alla fine di marzo, dopo che per l’emergenza alimentare il Governo aveva destinato circa 160.000€ al Comune di Treviglio, il Sindaco Imeri commentava sarcastico: “Fate due conti e scoprirete che arriveranno briciole… l’ennesimo provvedimento di presunta immagine”. Poi, nei giorni scorsi, il Sindaco Imeri ha scritto che Treviglio ha “destinato quasi 1 milione di euro” per contrastare l’emergenza.

Ma come, il Governo mette solo 160.000€ e il Comune di Treviglio ben 1.000.000€?

Non persuasi di tale sproporzione abbiamo fatto anche noi due conti spulciando una ad una le delibere di Giunta a partire dal 13 marzo e non sembra essere proprio così. Qui di seguito il risultato dell’analisi.

Per l’acquisto generi alimentari e buoni spesa, il Governo nazionale ha versato 159.534,67€ (Delibera N. 49).

Per sostegno affitti e per asili e micronidi privati la Regione Lombardia ha versato 153.014,91€ (Delibere N. 44, 49 e 60).

Il Comune di Treviglio ha deliberato:

  • 5.000€ per l’emergenza alimentare con la Delibera N. 57 (dopo aver sbeffeggiato il Governo per averne messi 160.000),
  • 7.000€ nel Fondo di Solidarietà compartecipato con la Fondazione Cassa Rurale con la Delibera N. 61,
  • un prelievo dal fondo di riserva per 100.000€ da usarsi principalmente per rimborsi di servizi non forniti (asilo nido, trasporto scolastico, impianti sportivi) e per rimborso tributi (Delibera N. 39).

Si può discutere se si debbano considerare come soldi ‘veri’ investiti nell’emergenza anche quelli restituiti ai cittadini per i servizi non dati… ma, volendo essere estremamente generosi con l’Amministrazione, la somma che il Comune ha impegnato è di 112.000€. Non molto per gestire la più grave emergenza degli ultimi 70 anni e se pensate che la stessa Giunta ne impegnerà 550.000€ (con Delibera N. 51 del 9 aprile 2020, già in piena emergenza) per sistemare Piazza Cameroni che di pandemico ha solo il mercato del sabato mattina.

Da 112.000€ a “quasi 1 milione di euro” la distanza è molta, anche sommando i fondi di Stato e Regione che il Comune ha solo girato. In sintesi: l’impegno c’è stato (come in tanti Comuni d’altra parte) ma di soldi se ne sono visti pochi.

Se non ci fossero Governo e Regione saremmo alla fame perché l’Amministrazione Imeri ha largheggiato nella spesa su altri fronti che ora ingessano il Bilancio. Come con la nuova ed inutile Fiera la cui spesa ora si cerca di giustificare perché da tre mesi viene usata come punto di smistamento (hub) sociale: una struttura da più di 7.000.000€ per distribuire borse viveri per 100.000€. Non scherziamo.

Circolo PD Treviglio

Treviglio, 19 maggio 2020

 

 

PS.

Il Sindaco ha replicato al nostro intervento sui giornali locali con un poco raffinato commento: “misera e faziosa lista della spesa”.
La novità è che noi non abbiamo inventato niente, abbiamo semplicemente fatto una lettura delle sue delibere di Giunta e riportato su un foglio i dati essenziali: numero e data delibera, oggetto, importo e fonte del finanziamento. Così ci siamo accorti che del milione di € non c’era traccia.

In un Comune non ci sono fondi neri, se sono stati deliberati fondi (a maggior ragione se l’importo è consistente) ci devono essere documenti di appoggio. Al Sindaco bastava citarli ma non lo ha fatto. Forse non lo ha voluto fare, forse non poteva farlo.


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